UMILIATI E OFFESI

 

Di

 

 Fabio Dostojevsky Volino & Carlo “Bulgakov” Monni

 

 

PROLOGO

 

C’era una volta… molte favole iniziano così, ma questa non è una favola, piuttosto è un racconto horror. C’era una volta un essere che veniva chiamato, con ragione, il Terribile Dormammu. Il suo era un regno di magia ed in questo regno lui era il potere incarnato. In molti piani di realtà il suo nome veniva invocato da maghi che desideravano il potere e lui concedeva loro una frazione della sua potenza perché… è ciò che le entità come lui avevano sempre fatto sin dall’alba della creazione. Venne, però, un giorno in cui il Terribile Dormammu si stancò di essere solo il governante della sua dimensione e decise di estendere il suo dominio anche sulla dimensione che ospita il pianeta Terra, una piccola, insignificante palla di fango che, però, ospitava alcuni tra i più grandi maghi di quell’universo. Uno di loro si fregiava del titolo di Mago Supremo ed aveva un discepolo che rispondeva al nome di Dottor Strange. Strange scelse di sfidare Dormammu, anche se sapeva di non essere alla sua altezza ed ebbe un’insperata fortuna. Approfittando della distrazione di Dormammu, i cosiddetti Senza Mente, esseri che vivevano solo per distruggere, invasero la Dimensione Oscura di cui Dormammu era signore e, stanco com’era, nemmeno lui era in grado di fermarli. Solo l’intervento del Dottor Strange, che unì le sue energie a quelle del Terribile, gli consentì di prevalere e ricacciare i Senza Mente oltre una barriera preventiva. Per quanto possa sembrare strano, Dormammu aveva un fortissimo senso dell’onore e non poteva combattere contro uno con cui aveva un debito di gratitudine. Chiese a Strange cosa volesse in cambio del suo aiuto e questi gli chiese un giuramento di non attaccare mai la Terra. Sia pure con riluttanza, Dormammu accettò il patto e giurò, ma non smise mai di cercare un modo di superare il giuramento pur senza violarne la lettera. Molte volte si scontrò con Strange e con i suoi alleati, i Difensori, in cerca di un sistema per conquistare la Terra e sempre fu fermato sulla soglia della vittoria. Ora, però le cose stanno per cambiare e la vittoria che ha sempre inseguito è a portata di mano come non mai. Non se la lascerà sfuggire.

 

FINE DEL PROLOGO

 

Questo luogo non ha nome. Chiamatelo, se proprio volete, Nuova Dimensione Oscura, ma in fondo a cosa serve un nome quando ciò che importa è solo l’orrore che avete di fronte? Il terribile Dormammu ride perché sa di avere la vittoria in pugno. Dinanzi a lui, legati da manette d’energia mistica, stanno tutti i membri della Guardia d’Inverno, il supergruppo della Federazione Russa, inermi, incapaci di fermarlo.

“Sciocchi umani, non siete niente di fronte al mio potere, vi ho sconfitto facilmente, così come facilmente asservirò la razza umana al mio volere!”.

“Non cantare vittoria troppo presto, mostro” ribatte il Guardiano d’Acciaio “Molti prima di te hanno pensato che la forza desse loro il diritto di governare gli altri ed ora sono solo polvere”.

“Davvero arrogante da parte tua, umano, dire queste cose mentre sei un prigioniero. Io non sono come quelli che citi, io sono Dormammu e non ho solo il potere che mi è proprio, ma posso anche usare la Forza Oscura”. Mentre dice così, si ferma davanti a Stella Nera: le prende il mento con le mani e le accarezza i capelli.

“Mi aiuterai?” le chiede.

Laynia gli sputa all’altezza del petto.
Dormammu rimane interdetto per un attimo, poi le sferra un manrovescio. “Sciocca!” urla “Non hai speranze contro di me. Tu sei il tramite per avere accesso al controllo totale della Forza Oscura e quando avrò quel controllo la riverserò sulla dimensione della Terra ed a quel punto la conquisterò facilmente. E tu mi aiuterai, donna, che tu lo voglia o no”.

“Mai!” ribatte Stella Nera.

“Mai dire mai. Tu mi aiuterai perché se non lo farai le conseguenze saranno terribili, te lo assicuro”.

“Uccidimi pure, se lo desideri…” replica, decisa, Laynia “…da me non avrai niente!”.

.Dormammu scoppia in una grassa risata:“Ucciderti?” ribatte “Sbagli, la tua pena più grande sarà vivere. Vivere per assistere alla sofferenza dei tuoi amici!”.
Detto questo, il Terribile, si volge verso Ursa Major e punta un dito. Immediatamente, l’uomo orso emette un urlo di dolore, mentre si contorce sul pavimento.

“Ora avrà sempre l’aspetto di un orso, non potrà più tornare umano” dice, freddo, Dormammu “Mi aiuterai?”.

“Non dargli retta, Laynia!” riesce a dire Mikhail Ursus.

“Se è ciò che vuoi…” replica Dormammu “Allora devi essere pronta a pagarne il prezzo. Quest’uomo si chiama Powersurge, vero? La sua tuta serve a contenere un corpo contaminato dalle radiazioni, giusto? Bene, ecco, ora è una massa radioattiva vivente. Uscire dall’armatura ucciderà immediatamente lui ed ogni forma di vita nel raggio di cinquecento metri. Questa è la sua condanna”.

“Che tu sia maledetto, creatura degli Inferi!” interviene Perun, il dio slavo del tuono e della tempesta “Le tue empie azioni gridano vendetta ai cieli!”.
“Non ho ancora finito con voi” ribatte Dormammu.

Un altro gesto e Tigre Siberiana si trasforma nel suo omonimo animale, dalla sua gola esce un cupo ruggito che esprime dolore, rabbia ed altro ancora.
Infine il Terribile si rivolge ad Airstrike:“La tua armatura è ciò che ti rende forte e potente, vero? Bene, rendiamo permanente il tuo legame con essa. D’ora innanzi uomo e ferro sono una cosa sola, così comanda Dormammu e la sua volontà è legge!”.
Laynia vorrebbe non poter udire le urla strazianti del suo compagno, mentre la sua carne si fonde con l’armatura La ragazza stringe i denti e risponde: “Non ti aiuterò mai, mai!”.

“E allora saranno i tuoi amici a pagare il prezzo della tua ostinazione. La tua sola speranza è cedere al mio volere”.

“Non posso!” ribadisce Stella Nera e tra le lacrime si rivolge ai suoi compagni “Perdonatemi, ma non posso dare a Dormammu il potere di schiavizzare e distruggere miliardi di essere umani. Meglio che siamo noi a soffrire”.

“Credimi, ragazza, tu non sai ancora cosa significhi soffrire, ma ti assicuro che lo scoprirai presto” le dice Dormammu.

 

Un luogo segreto.

 

Yuri Stalyenko.si volge verso la sua prigioniera, la donna nota come Elena Ivanova, una telepate di notevole abilità:“Mia cara, dovrai scovarmi l’attuale locazione d un uomo, se vogliamo chiamarlo così, che potrà essere molto utile ai miei piani: il suo vero nome è Arkady Gregorievitch Rossovich, ma è più conosciuto come Omega Red. Non provare a resistermi, piccola Elena, sai che finché sei legata a quest’apparecchio, sei in mio completo potere”.

Elena Ivanova non risponde, forse non può, fatto sta che in breve tempo completa la sua ricerca. Su uno schermo speciale si forma un’immagine: è un locale in quella che è evidentemente la Siberia ed al suo interno un uomo che ha fatto di quel luogo il centro del suo potere malavitoso, colui che era conosciuto come Omega Red. Grazie al potere di Elena Ivanova, Stalyenko ha accesso ai suoi pensieri e scopre che Arkady ha deciso di non farsi più coinvolgere in giochi di potere ed ora combatte solo per se stesso ed il profitto personale assieme alla banda che ha formato. 

Questo è quello che pensi tu, Arkady Gregorievitch, pensa Stalyenko, ma troverò il modo giusto per farti cambiare idea, puoi giurarci.

 

Nuova Dimensione Oscura.


Dormammu continua imperterrito il suo giro. Si ferma di fronte a Perun.

“Cosa potrei farti, sedicente dio?”.

“Nulla di ciò che potresti farmi piegherà il mio spirito!” è la sprezzante replica dell’altro.

“Credi? Vedremo. Percepisco in te una doppia natura, hai anche un’identità umana, sembra, Del tutto inutile per chi si proclama divino. Ecco, un gesto ed è cancellata per sempre, dovresti ringraziarmi, Perun”.

Mentre Dormammu ride, Perun percepisce che in lui non vi è più traccia di Valeri Sovloyev, l’agente governativo che, indossando il sacro amuleto, lo riportò sulla Terra. Dormammu dovrà pagare per quest’indegnità… se solo avesse la sua ascia…

Intanto Dormammu si avvicina a Vostok:“La macchina che vorrebbe essere uomo. Ma perché poi? Cosa c’è di buono nell’essere umani?”.

Il Temuto compie un gesto. Vostok s’irrigidisce e poi parla: <Questa unità non comprende la domanda, necessari altri dati per l’analisi..>
”Tu, donna. Ti chiamano Fantasma, vero? E Fantasma sarai non solo di nome, ma  di fatto”. Per un attimo Fantasma scompare, ma poi riappare.

“Cosa mi hai fatto?” chiede.

“Lo vedrai, donna, lo vedrai” risponde Dormammu “Prova a toccarmi”. Fantasma allunga la mano e si accorge che passa attraverso Dormammu.

“Non appartieni più a questo piano della realtà, donna. Potrai ridiventare tangibile, se vorrai provarci, ma questo ti provocherà atroci dolori, è la mia maledizione per te”.

“Ma… le… det…to”.

“Continua coi complimenti, mia cara ed ora… Oh, ecco un bel soggetto. Hai cercato di nascondere il tuo vero io, tu che ti fai chiamare Dinamo Cremisi, ma non puoi farlo più a lungo. Ecco, ora tutti vedranno il tuo vero volto, tutti sapranno chi sei veramente”.

Il volto di colui che si faceva chiamare Igor Vanko si trasforma ed assume le fattezze di…

“Valentin Shatalov!” esclama il Guardiano d’Acciaio “Dunque sei sempre stato tu, ci hai preso in giro tutti”.

Shatalov non replica, rimane silenzioso. In questo scenario di orrore che si sta svolgendo, anche uno spietato criminale come l' Unicorno non può fare a meno di tremare di paura.
Dormammu si volge verso il Guardiano. “Tu che sei l’anima del gruppo, che segreti nascondi?”.

“Da me non li saprai mai, demonio!”.

“Lo vedremo, nulla sfugge a Dormammu”.

Il Temuto pone la sua mano sulla testa del Guardiano d’Acciaio ed istantaneamente, nelle menti di tutti i presenti, appare una serie di immagini: una città in fiamme, un eroe che salva dei bambini intrappolati, poi l’immagine cambia, ora è quella di un jet militare e di un uomo orgoglioso al suo comando, poi l’aereo cade in picchiata verso il suolo ed il pilota emerge dalle fiamme. Fiamme dappertutto, esplosioni, grida ed un uomo che rifiuta di morire, che si alza mentre il fuoco gli lambisce le carni ed urla, urla, urla!

La visione s’interrompe, mentre il Guardiano d’Acciaio reclina il capo spossato, come se avesse combattuto chissà quale battaglia fisica.

“Interessante” commenta Dormammu “Alcuni di questi ricordi non erano tuoi, ma li hai rivissuti come se ti appartenessero e sei riuscito a schermarmi i tuoi veri pensieri. Pochi possono dire di esserci riusciti, puoi vantartene, ma riuscirò a spezzare il tuo spirito, vedrai”.

“Mostro!” interviene Laynia con un urlo acuto “Lascialo in pace!”.

Dormammu ride:“Dunque provi qualcosa per il valoroso capo del tuo gruppo? Interessante, quel patetico orso in forma umana e tuo fratello ne sono consapevoli? E come reagiscono?”.

I due interpellati restano silenziosi e Dormammu si rivolge ancora a Stella Nera:“Dunque, per l' ennesima volta, mi aiuterai?”.

“No, Laynia!” interviene il Guardiano “Non puoi, non devi, nessuna delle nostre vite vale la salvezza dell’umanità!”.

“Bah, le vostre vite sono mie e posso disporne come desidero” replica sprezzante Dormammu “Dunque, donna, la mia pazienza non è infinita. Avrò ciò che voglio comunque, ma se mi aiuterai volontariamente ti risparmierai indicibili sofferenze per te e coloro che ami, allora?”.

Laynia singhiozza. “No” mormora tra le lacrime, poi aggiunge un:“Basta, ti prego”.

Per tutta risposta, Dormammu lancia dalle sue dita una raffica mistica che centra in pieno Katrina Bulikova, che svanisce alla vista.

“Ecco come rispondo alle tue sciocche preghiere. Posso farlo anche con tuo fratello” dice “È questo che vuoi che faccia?”.

Qualcosa si spezza in Laynia Petrovna nell’udire queste parole. Improvvisamente urla:“BASTA!”.

Un urlo in cui si concentrano rabbia, sofferenza e frustrazione per tutto ciò che lei e gli altri hanno dovuto subire. C’è uno scoppio di Forza Oscura e le sue manette si dissolvono. Quindi la ragazza spara una raffica di Forza Oscura contro Dormammu, ma questi assorbe facilmente l’impatto, sorridendo all’eroina.

“Perfetto!” esclama “Hai agito proprio come avevo previsto. È da tanto che porto avanti i miei schemi con voi come pedine. Ho catturato facilmente la vostra avanguardia. Ho messo a nudo le peggiori paure dei tuoi compagni di squadra e devo ammettere che ho scelto un sistema alquanto bizzarro. E nessuno di voi ha mai sospettato l’intervento della magia in quell’affare del naso scomparso del vostro Primo Ministro. Ho pianificato tutto anche troppo bene, direi, ed ora la tua ultima mossa era il definitivo tassello nel mosaico del mio piano”.

 

Esterno della fortezza di Dormammu.

 

Mentre Dormammu parla, una piccola porzione di materia oscura appare ed inizia lentamente ad avvolgere il terreno circostante. Merito del potere del Temuto o qualcosa da lui non previsto? Solo il tempo potrà dirlo.

 

Fortezza di Dormammu.

 

Improvvisamente un portale si apre nel mezzo del nulla e da esso escono il taurino Stregone Supremo della Terra, Rintrah, ed il suo mentore, il Dottor Strange.

“Eccoci Maestro, finalmente! Dopo tanti tentativi, siamo riusciti a penetrare nella dimensione del Temuto” dice Rintrah.

“Ma forse è troppo tardi” commenta Strange “L’aura di malvagità di questo posto è tanto forte da ottundere i mie mistici sensi”.

“Ah, Strange ed il suo servo” esclama divertito Dormammu “La tua interferenza era prevista, Stregone, dopotutto hai bloccato ogni mio piano di conquista o distruzione. Ma sei giunto troppo tardi per fermarmi”.

“Ciò nondimeno, ci proveremo, l’ Umanità non deve cadere sotto il tuo tallone. Quando ti alleasti con Mordo, ti sconfissi da solo, ora ho potenti alleati al mio fianco”.

“Sopravvaluti le tue capacità: non sei mai stato all’altezza del mio potere, Strange, e qui ed ora sono più forte che mai, perché vedi, questa dimensione è una mia creazione”.

Strange sbianca in volto. “Vuoi dire...”.

“Si, odioso terrestre, io sono il creatore della Forza Oscura e ne sono il solo vero padrone!”.

E sull’orribile risata di trionfo di Dormammu, Strange, Rintrah e tutti i presenti temono che tutte le speranze siano ormai perdute.


CONTINUA...

 

NOTE DEGLI AUTORI

  

Ok, gente, non abbiamo molto da dirvi, in realtà. La storia dice tutto da sola. Un solo appunto: la storia del Guardiamo d’Acciaio resta confusa. Le immagini che Dormammu e gli altri vedono si riferiscono a vari periodi della storia dell’eroe chiamato Guardiano Rosso, il predecessore del Guardiano d’Acciaio (che è stato, anche se non è del tutto vero, l’ultimo Guardiano Rosso prima di cambiar nome) dall’assedio di Stalingrado passando per l’eruzione vulcanica che ha segnato la scomparsa di Alexi Shostakov, marito della Vedova Nera e Guardiano Rosso più famoso di tutti. Ma chi è, dunque, il Guardiano d’Acciaio? La risposta arriverà, forse, nei prossimi numeri.

Nel prossimo episodio: Dormammu sconfigge i suoi avversari, conquista la nostra dimensione, uccide tutti i supereroi e noi tutti dobbiamo cercarci un altro hobby. Ehi, un momento, non scappate! Stavamo scherzando. Credete davvero che faremmo una cosa simile? Noi, i custodi della fiamma, i guardiani dell’ortodossia, i sommi sacerdoti della continuity e della crosscontinuity? Uhm, forse è meglio che non ci rispondiate.

Scherzi a parte, vi aspettiamo nel prossimo episodio per una battaglia che non dimenticherete tanto facilmente.

Uhm, forse ho esagerato un pochino, tu che ne dici Fabio?

 

Fabio: Diciamo che un segno dovrebbe lasciarlo. Nel bene o nel male.

 

Sia come sia vi aspettiamo davvero, non mancate.

 

Fabio & Carlo

Come mirabilmente narrato in Strange Tales #126/127 (Uomo Ragno #39/40)

Come visto nell’episodio #13